Molti hanno sentito parlare dei protocolli BDSM, ma pochi hanno avuto la possibilità di partecipare ad un evento dedicato a questo tipo di relazioni BDSM. Da alcuni mesi  a Roma c’è una novità: la Kinky Dinner si sta affermando come uno degli eventi trasgressivi più innovativi del panorama italiano. Una cena femsub (dove sono ammesse solo sottomesse/slave femmine) in alto protocollo BDSM.

L’idea base della Kinky dinner

La parola d’ordine per le slave è: servire. E’ questo infatti lo scopo principale della Kinky Dinner: ovvero permettere a slave e Dominanti di focalizzarsi sul mantenere alti standard comportamentali durante tutto l’evento. La serata ha una serie di regole, rigorosamente condivise solo con i partecipanti. Regole che riguardano abbigliamento, postura, compiti, modo di parlare e tanti altri aspetti della “vita da slave” durante un evento di questo genere.

Topless, collare, scarpe con il tacco e niente intimo sono un esempio classico per la divisa base per le slave. I Dominanti (uomini o donne) indossano un abbigliamento formale elegante. Durante la cena e dopo di essa, le slave dovranno dimostrare la propria preparazione in vari modi. Avranno modo di utilizzare le posizioni base del protocollo, di affrontare e superare prove fisiche di vario tipo e di saper “fare squadra” tra loro. Quest’ultimo aspetto è importante perché il loro compito è quello di assicurare che non vi siano mai intoppi o problemi durante il servizio.

L’interazione tra Dom/Domme e slave non è lasciata al caso e tutta la serata è basata sulla consensualità dei giochi. L’ospite della serata, il Dominus, ha -tra le altre cose- il compito di vigilare che non vi siano violazioni dei limiti stabiliti e concordati inizialmente. Deve anche tutelare le house slaves, ovvero le slave che partecipano da sole per il puro piacere di migliorare le proprie abilità nel servire.

Kinky dinner
La copertina del gruppo FB della Kinky Dinner

Origini e prospettive future

La cena in protocollo è nata sulla spinta di Stefano Laforgia e dell’Associazione AKA, che organizza, tra le altre cose anche la Rome BDSM Conference. Riprende l’esperienza americana creata da The Upper Floor, gestito da Maestro Stefanos (già relatore in passato proprio della Rome BDSM Conference).

La partecipazione è rigorosamente vincolata ad una selezione dei partecipanti, sia per valutarne la reale motivazione, sia per mantenere alti gli standard della serata. In futuro non è escluso che si possa aprire l’evento ad alcuni osservatori, ovvero persone interessate all’evento ma che non possono interagire attivamente. Questo permetterà di assistere a chi ha voglia di capire cosa significhi partecipare ad un evento del genere prima di diventarne parte attiva.

Per le info sulla serata è possibile iscriversi al gruppo Facebook della Kinky Dinner oppure contattare direttamente AKA all’indirizzo info@aka-roma.it.

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