Da dove inizia e che limiti ha la nostra possibilità di vivere una sessualità alternativa? Acronimi come SSC e RACK hanno qualche valore reale o integrano un qualche principio di diritto? E cosa succede se superiamo il limite del consenso o senza volerlo causiamo un danno?
A queste e tante altre domande si è tentato di dare una risposta analizzando il rapporto fra il BDSM ed il diritto in Italia. Il percorso, che inizia dal diritto alla sessualità, si snoda passando per principi di diritto penale e sentenze dei tribunali, per poi trattare il tema del consenso e, infine, trovare la sua conclusione nell’analisi delle possibili conseguenze negative.
L’intento non è di dare delle risposte assolute, bensì di far riflettere sul precario equilibrio in cui siamo costretti a vivere questa parte di noi.

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Buona lettura.