Curare le ferite: piccola guida su infezioni e guarigione

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Cura delle ferite

Le ferite sono qualcosa con cui ogni bdsmer si troverà ad avere a che fare prima o poi durante la sua esplorazione. Quando si adotta come framework relazionale il RACK (Risk aware, consensual kink) si ha il dovere di essere consapevoli non solo dei rischi dell’attività che si è deciso di mettere in atto, ma anche di imparare a gestirli in caso di problemi. Questa guida vuole essere un semplice riferimento e non può (per ovvi motivi di brevità) essere esaustiva, nè può sostituirsi ad un consulto medico.

Tutti coloro che amano pratiche che possono provocare ferite devono sapere come prendersene cura, ma anche sapere come curarle nel caso in cui non guariscano come dovrebbero. Questa è una cosa che riguarda in egual misura sia le persone sadiche che masochiste, infatti queste ultime sarebbero irresponsabili se si buttassero in pratiche di quel genere senza sapere come poi curare eventuali ferite. Allo stesso modo una persona sadica che vuole e ama provocare ferite ad un’altra persona, dovrebbe capire come trattarle.

All’interno di una comunità variegata come la nostra può succedere che ci siano persone con livelli di conoscenza di queste informazioni diversi. In ogni caso, questo articolo deve essere considerato come uno spunto per comprendere se c’è un problema con una ferita con cui avete a che fare e su cosa è possibile fare a riguardo. Ma in ogni caso, se ci sono dei dubbi, l’opzione migliore resta sempre quella di rivolgersi ad un medico e chiedere il suo parere professionale.

Tipologie di ferite

La ferita è una lesione traumatica dello strato superficiale della pelle, a volte con relativa perdita di sangue. Possono essere classificate in base alla loro profondità e all’estensione delle lesioni coinvolte. Ci sono le abrasioni (lesioni superficiali della pelle causate da un trauma che colpisce di striscio la superficie del corpo, senza fuoriuscita di sangue), le escoriazioni (lesioni superficiale della pelle con fuoriuscita di sangue), le ferite da punta (provocate da oggetti appuntiti), da taglio (provocate da oggetti taglienti, con bordi regolari), lacere (provocate da oggetti taglienti, con bordi irregolari, talora scollati) e lacero-contuse (provocate da oggetti taglienti, con bordi irregolari e con sottostante contusione). Non ha importanza se si tratta di un piccolo foro di un ago o di una lacerazione più estesa: tutte vanno affrontate con la stessa attenzione perchè sono sempre a rischio di infezione.

Accortezze da avere prima, durante e dopo una sessione

Prima e durante una sessione

Bisogna usare solo attrezzature pulite e igienizzate per qualsiasi gioco con il sangue; non si devono condividere attrezzature o toys insanguinati tra più di una persona; dovete tenere tutto il più pulito possibile durante la sessione e assicuratevi che la pelle venga pulita in anticipo e, preferibilmente, disinfettata con un antibatterico.

Dopo una sessione

Mantenetevi idratati e mangiate bene, dormite a sufficienza, assumete multi-vitamine perché una loro eventuale carenza rallenta la guarigione, monitorate quotidianamente la progressione delle ferite e cercate di far guarire le ferite precedenti prima di farne di nuove.

Cosa fare in presenza di una ferita

L’obiettivo finale del trattamento delle ferite è di ottenere la chiusura funzionale con una cicatrice minima. Di conseguenza devono essere messi in atto una serie di procedure volte a facilitare il processo di guarigione.

  • Lavate accuratamente e a lungo la ferita con acqua e sapone (meglio ancora sarebbe usare la soluzione fisiologica sterile), facendo attenzione a rimuovere eventuali materiali estranei (polvere, schegge, terra, sassetti)
  • per disinfettare la ferita si può usare acqua ossigenata o un altro disinfettante
  • fasciate in modo appropriato la ferita usando della garza sterile
  • se non riuscite a pulire a fondo la ferita, è consigliabile utilizzare una polvere o una pomata antibiotica
  • se la ferita è seria, non cercate di rimuovere il corpo estraneo (potreste aggravare l’emorragia): cercate, invece, di tamponare la ferita e fasciate a monte e a valle del corpo estraneo; rivolgetevi quindi al Pronto Soccorso più vicino.
  • indossate vestiti puliti evitando capi che possono sfregare e irritare la ferita.

Ricordate sempre che qualsiasi ferita, soprattutto quelle da punta, può essere infettata dal bacillo del tetano e quindi la profilassi antitetanica va sempre attuata. Oltre ad un’accurata pulizia e alla disinfezione della ferita occorrono, quindi, misure profilattiche specifiche, come la vaccinazione e l’inoculazione di immunoglobine antitetaniche (per le quali è bene consultare il medico). Se si è incerti sulla storia delle precedenti vaccinazioni antitetanica, è bene ripetere comunque l’immunizzazione.

Medicare una ferita

La medicazione di una ferita è una procedura semplice, ma da fare con cura, per la quale sono necessari pochi materiali (sarebbe bene tenerli sempre in casa!): una fascia, acqua e sapone, ovatta o garza sterile. Se la fasciatura viene fatta in modo corretto e accurato può essere conservata per 7-8 giorni, fino a che la ferita non sia rimarginata. Passato questo periodo la fasciatura può essere tolta in modo da far prendere aria alla ferita.

Ecco i passaggi da seguire per una buona medicazione: 

  • evitare la contaminazione dei germi
  • lavarsi con cura le mani prima di cominciare la medicazione
  • non toccare con le mani la parte della benda o del cerotto che andranno a contatto con la ferita
  • non toccare con le mani la ferita
  • la garza tende ad aderire alla ferita e all’abrasione, quindi, togliendola, è necessario prestare attenzione per non danneggiare la nuova pelle in formazione.

Per ferite più importanti, che avessero bisogno di una sutura, è consigliabile portare la persona ferita dal medico o presso il pronto soccorso.

Come si cicatrizzano le ferite?

Il processo di cicatrizzazione avviene in diverse fasi. Innanzitutto si verifica l’emostasi, l’immediata reazione del corpo per fermare l’emorragia e prevenire ulteriori sanguinamenti. Quindi intervengono le cellule immunitarie e lavorano per pulire l’area infetta, promuovendo la formazione di nuovo tessuto.
 
In seguito inizia la fase di proliferazione, in cui nuove cellule della pelle e dei vasi sanguigni si formano per riempire la ferita, creando una matrice di tessuto che aiuta a ricostruire la pelle. È in questa fase che la ferita si riduce di dimensioni e inizia a coprirsi di nuovo tessuto.
 
Infine si ha la fase di rimodellamento, la fase finale e più lunga del processo di guarigione. In questa fase, le fibre di collagene si ristrutturano per cercare di ripristinare la forza e l’integrità dell’area danneggiata.

Perché le ferite si infettano?

Sono diverse le ragioni per le quali un paziente può ritrovarsi con una ferita infetta. Alcuni dei fattori che aumentano il rischio di infezione possono essere:

  • presenza di batteri: i tagli sono un punto di ingresso per i batteri presenti sulla pelle o nell’ambiente circostante. Se i batteri penetrano, possono causare un’infezione
  • contaminazione: se dopo il taglio la porzione di pelle interessata viene a contatto con oggetti sporchi o con superfici non sterilizzate
  • ferite profonde o severe: causano danni significativi alla pelle e possono essere più suscettibili all’infezione
  • cattiva igiene: una scarsa igiene personale o la mancanza di pulizia e cura adeguata del taglio possono aumentare il rischio di infezione
  • sistema immunitario compromesso: persone con sistema immunitario indebolito, ad esempio a causa di malattie croniche o dell’uso di farmaci immunosoppressori, possono essere più suscettibili alle infezioni
  • condizioni mediche preesistenti: alcune condizioni mediche come il diabete o la malattia vascolare periferica, possono influire negativamente sulla capacità del corpo di combattere le infezioni delle ferite.

I gradi di infezione di una ferita

Ricordiamoci che l’ambiente naturale creato dal corpo e che favorisce una perfetta guarigione è anche lo stesso in cui prosperano i batteri. Pertanto, anche la cura delle ferite più attenta non garantisce al 100% che una ferita non si infetti ed è per questo che TUTTE le persone che hanno a che fare con le ferite dovrebbero sapere cosa fare. Come già detto in un altro articolo, la sicurezza perfetta non esiste.

L’infezione di una ferita può essere divisa in 5 gradi, metà dei quali può essere gestita autonomamente con un’attenta cura della ferita. L’altra metà richiede invece l’intervento di un medico.

Contaminazione e colonizzazione

Una ferita è una calamita per i batteri ed è molto facile che venga contaminata e colonizzata dai batteri. Questo di per sè non deve essere motivo di preoccupazione: il nostro corpo è in grado di gestire autonomamente la carica batterica senza che noi interferiamo.

Una ferita contaminata e colonizzata da batteri ha fondamentalmente l’aspetto di una normale ferita. Può presentare una sostanza bianca/gialla sulla ferita, può avere dell’essudato (delle piccole secrezioni), ma, come detto, avrà per lo più un aspetto normale, si presenterà con una superficie granulosa dovuta alla formazione di nuovo tessuto connettivo e guarirà nei tempi previsti. Con questa colonizzazione di batteri, il vostro corpo non mostrerà alcuna reazione negativa. Si può quindi iniziare a prendersi cura della ferita come si farebbe normalmente.

Infezione localizzata

A volte il corpo reagisce alla presenza dei batteri ed è in questo momento che può insorgere un’infezione. Un approccio pratico alla domanda “La mia ferita è infetta?” è “Se sembra infetta probabilmente lo è”. Se osservando la ferita si pensa “non ha un bell’aspetto”, è probabile che l’ipotesi sia corretta.

Lo stadio successivo alla contaminazione e alla colonizzazione è l’infezione localizzata. I segni di un’infezione localizzata della ferita sono aumento del dolore (se anche foste masochisti, questo è un tipo di dolore che è meglio non ignorare), sensazione di calore della ferita, arrossamento, gonfiore, odore, ritardo nella guarigione della ferita, essudato verdastro (l’essudato è la secrezione che fuoriesce da una ferita).

Un’infezione localizzata è un’infezione che si trova SOLO nella ferita e non si diffonde alla pelle e tessuti circostanti. Pertanto, la pelle circostante dovrebbe continuare ad avere un aspetto sano e qualsiasi arrossamento o gonfiore notato in prossimità della ferita non dovrebbe diffondersi.

Già in questa fase, sarebbe opportuno consultare un medico. Non dovrebbe essere necessario ricorrere agli antibiotici (anche se probabilmente un medico potrebbe comunque prescriverli). Questo tipo di infezione ha una minore virulenza microbica rispetto ai tipi di infezione di cui parleremo in seguito. Un’infezione localizzata può essere trattata con una buona pulizia della ferita e medicazioni specifiche.

Per trattare questo tipo di infezione è necessario pulire accuratamente il letto della ferita usando un prodotto dalle proprietà antimicrobiche e una garza sterile. Per effettuare la medicazione utilizzerei una medicazione antimicrobica, di cui esistono molte opzioni, ma le più comuni sono quelle a base di miele (esistono anche opzioni vegane a base di inadina ad esempio).

Dovreste notare un miglioramento nel giro di pochi giorni. Se non si notano miglioramenti o se la situazione addirittura peggiora, la strada da seguire è quella degli antibiotici.

Infezione diffusa

Lo stadio successivo dell’infezione della ferita è l’infezione diffusa. L’infezione diffusa è riconoscibile dall’impatto della ferita su altre parti del corpo. Ad esempio, sensazione di stanchezza, febbre, perdita di appetito, gonfiore dei linfonodi. Anche la ferita avrebbe un aspetto peggiore, irritata, umida, arrossata. Il gonfiore e il rossore intorno alla ferita potrebbero estendersi visibilmente.

A questo punto, avreste già dovuto consultare un medico quando avete notato l’infezione locale. Ma se non l’avete fatto, dovete assolutamente rivolgervi a un medico il prima possibile, perché avrete bisogno di antibiotici. La pulizia della ferita e le medicazioni elencate per l’infezione localizzata saranno utili insieme agli antibiotici per trattare un’infezione diffusa.

Infezione sistematica

Ossia sepsi, batteriemia (la presenza di batteri nel sangue), insufficienza d’organo (l’incapacità di un organo di svolgere le sue funzioni correttamente). Sì, se si lascia una ferita infetta senza rivolgersi a un medico, queste sono possibilità reali che mettono a rischio la vita.

Segni di sepsi: febbre, confusione, battito cardiaco accelerato, pelle umida, sensazione di malessere generale. Se notate uno di questi segni, rivolgetevi al più presto a un medico e chiedetegli “potrebbe essere sepsi?”.

Ecco quindi la guida di base. Una guida di base alla guarigione delle ferite e alle infezioni. Questo livello di informazione è ciò che per me significa essere consapevoli del rischio. Spero che tutti voi sappiate già queste cose, ma in caso contrario spero che vi aiuti a diventare più consapevoli dei rischi nel vostro mondo kinky.

Riferimenti:

https://www.angelinipharma.it/
https://www.santagostino.it/
-Aingeal-