Che cos’è il BDSM? I primi passi per capirlo

Una delle prime domande che ci facciamo quando ci si avvicina a questo mondo è proprio questa: che cos'è il BDSM? Proviamo a spiegarlo in modo semplice.

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Cos'è il BDSM?

Ci sono sicuramente delle domande che tutti i praticanti di BDSM si sono fatti all’inizio del loro percorso: che cos’è il BDSM? Perchè mi attira/incuriosisce/piace? Se mi piace, vuol dire che sono malato? Come trovo altre persone che condividono i miei interessi? Come faccio a spiegare di cosa si tratta al mio partner o a genitori, parenti o amici?
Nulla di male, se stai leggendo questo articolo vuol dire che stai cominciando ad approfondire un aspetto della tua sessualità che può essere estremamente gratificante.

Che cos’è il BDSM

Il BDSM è un acronimo per Bondage Disciplina/Dominazione Sottomissione/Sadismo Masochismo. E’ un termine che racchiude al suo interno molte pratiche sessuali e tipologie di relazione. Non è necessario amare tutte quante queste pratiche o doverle includere tutte in una stessa relazione, per potersi dichiarare un “vero” BDSMer.

Chi si avvicina al BDSM inizialmente lo fa in modo istintuale e solo in un secondo momento dando loro un nome e documentandosi su cosa siano e come poterle gestire e razionalizzare. Questo passaggio è fondamentale per permettere a chi pratica BDSM di comprendere peculiarità, rischi, limiti e, soprattutto, come agire all’interno dei limiti del consenso, che è un requisito imprescindibile.

Copertina della quinta edizione del DSM ovvero il “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali”

Avere queste pulsioni non significa essere “sbagliati”. Non significa nemmeno essere migliori o peggiori degli altri, così come amare il colore blu non ci rende migliori o peggiori di chi ama il colore rosso. Bisogna prima di tutto capire che l’interesse per questo tipo di sessualità è solo uno dei tanti modi in cui si può amare la sessualità stessa. La psichiatria e la sessuologia da diversi anni ormai (ufficialmente, dall’uscita del DSM-5 nel 2013) hanno creato una precisa distinzione tra parafilie e disturbi parafiliaci.

Fare BDSM, ovvero avere dei comportamenti sessuali non comuni, non viene più considerato automaticamente “qualcosa da curare”. La scienza ha ormai sdoganato queste pratiche e addirittura in molti affermano che chi faccia BDSM, in realtà, sia molto più equilibrato, come pubblicato da uno studio di qualche tempo fa su The Journal of Sexual Medicine. Potete quindi tirare un sospiro di sollievo: siete sani, i vostri appetiti rientrano nella varietà di approcci della sessualità umana e, soprattutto, siete in buona compagnia!

I principi di base

Contrariamente a quanto credono le persone “vanilla” il BDSM non è il dare sfogo a istinti primordiali in modo incontrollato e con chiunque capiti a tiro. Come già detto, il consenso è il primo punto di partenza per poter parlare di BDSM. Tutto quello che si fa, per quanto possa sembrare “strano” agli occhi di un neofita è voluto e desiderato da entrambe le parti. Senza consenso non si parla più di BDSM, ma di abuso o violenza.

Frustare qualcuno che desidera essere frustato è ben diverso da aggredire qualcuno per strada ed è la stessa differenza che passa tra il sesso consensuale e lo stupro. Questa differenza non è difficile da comprendere anche per chi non ha mai fatto nulla di sessualmente avventuroso. Avvicinarsi al BDSM rende ancora più chiare le problematiche sul consenso e riduce in qualche modo la possibilità che i BDSMer commettano quel genere di reati violenti

Il secondo aspetto importante di cui tener conto per capire che cos’è il BDSM, è quello mentale. Nel comprendere o nello spiegare ad altri cos’è il BDSM bisogna capire che non è soltanto una cosa fisica. Il piacere di fare o subire una determinata pratica talvolta non risiedono nella pratica stessa. Un sottomesso può non amare affatto il dolore, ma può accettarlo e vivere un’esperienza dolorosa in modo positivo perché lo percepisce come un qualcosa con cui gratificare il proprio partner. C’è chi riesce ad eroticizzare il dolore e a trarne una forma di piacere, ma è più probabile che ci si trovi ad avere a che fare con un mix di entrambe le cose.

Su questi temi si potrebbe parlare a lungo, andando ad analizzare la biochimica umana e come sensazioni dolorose e stressanti possano generare -paradossalmente- uno stato di benessere. Durante una sessione BDSM, il corpo rilascia una serie di ormoni, in particolare adrenalina, endorfina, serotonina, ossitocina. Quindi la sensazione dolorosa e lo stress psicofisico che ne consegue sono un mezzo per ottenere il rilascio in grandi quantità di queste sostanze. Il risultato è che la sensazione principale che si protrae è quella di piacere e di benessere anziché quella dolorosa o, per lo meno, che la prima è prevalente sulla seconda.

Allo stesso tempo ci sono persone che riescono ad eroticizzare pratiche che non hanno alcuna relazione diretta con una stimolazione fisica. Ad esempio, ci sono persone che amano il servire, l’obbedienza, il “rendersi utili” facendo commissioni o occupandosi di faccende tediose o faticose. In questo caso potremmo dire che il dono a cui si faceva riferimento prima è quello del proprio impegno e del proprio tempo. Si è gratificati dal vedere come quello che si fa abbia un risultato positivo sulla qualità della vita del proprio partner.

Errori da (cercare di) evitare agli inizi

Una volta ammesso a sè stessi che si ha un interesse e curiosità per il BDSM, come bisogna procedere? Il mio consiglio è di non correre e non aver fretta di bruciare le tappe. Certo, con gli ormoni in subbuglio e un mondo di possibilità sessuali da esplorare, è un compito difficile, me ne rendo conto. Ma ci sono delle ottime ragioni per farlo.

Indipendentemente dal vostro ruolo, ovvero dal fatto che avete tendenze dominanti o sottomessi, all’inizio è inevitabile che commetterete errori. L’esperienza, dopotutto è l’aver imparato sulla propria pelle dove si è sbagliato. Nel BDSM gli errori possono portare a conseguenze fisiche, psicologiche o emotive molto importanti. Meglio quindi procedere con le dovute cautele e non fare il passo più lungo della gamba.

Altra cosa da imparare è non proiettare nella realtà le vostre fantasie senza esservi preparati. Questo può significare dedicare del tempo a studiare delle tecniche prima di metterle in atto e magari anche trovare altre persone con cui parlare e discutere riguardo le difficoltà tecniche o emotive di fare o subire una determinata pratica. Mi è capitato più volte di incontrare persone all’inizio del loro percorso che pensavano di essere in grado di gestire una determinata situazione. Solo che poi, al momento di metterla in atto nella realtà, si sono scontrati con un muro di difficoltà che non avevano considerato.

Il BDSM è un insieme di pratiche impegnative, stressanti, dolorose tutte più o meno pericolose. Tra l’immaginare di essere frustati e l’esserlo veramente ne passa. Tra l’immaginare di essere uno/a slave ed il riuscire a vivere un rapporto 24/7 c’è un vero e proprio abisso. Non lasciatevi guidare dall’immagine di voi stessi che vi siete costruiti nelle vostre fantasie. Con grande probabilità, quando vi scontrerete con la realtà, dovrete rivedere al ribasso buona parte delle vostre convinzioni.