Umiliazione
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L’approccio alle pratiche di edge play

Il BDSM comprende non solo pratiche fisiche, ma anche pratiche prettamente emotive come appunto umiliazione e degradazione. Sono a tutti gli effetti da considerarsi delle forme di edge play al pari del breath play, dei giochi con il sangue o del fire play. Tutti sanno che queste ultime sono tutte pratiche BDSM pericolose, ma in pochi credono che anche l’umiliazione e la degradazione possano rientrare tra queste pratiche estreme. Eppure queste pratiche possono lasciare ferite ben più profonde di quelle di una frusta. Giocare con la psiche di qualcuno non è qualcosa di poco conto e muoversi tra umiliazione e degradazione significa correre sul filo di un rasoio. Tutti noi possiamo, anzi dobbiamo prendere delle contromisure per far sì che l’umiliazione e la degradazione siano qualcosa di appagante ed eccitante e non di dannoso.

Qual è la differenza tra umiliazione e degradazione?

La linea di demarcazione tra cos’è l’umiliazione e cos’è la degradazione non è facile da tracciare. Spesso varia per ciascuno di noi. Per analizzare meglio questa differenza dobbiamo considerare due cose: il significato di questi termini e i valori fondamentali di ognuno di noi.

Il significato dei termini

Per fare una prima distinzione possiamo dire che:
Umiliazione: è qualcosa che causa imbarazzo, come ad esempio andare in giro nudi.
Degradazione: è quando si cerca di sminuire o deumanizzare qualcuno, facendolo comportare come un mobile o un animale.
Quindi nell’umiliazione il bottom mantiene la sua “umanità”, mentre nella degradazione no.

Continuiamo ad analizzare la differenza concettuale tra questi due termini. In genere l’umiliazione si identifica come un gioco che attacca le norme sociali che sono state inculcate nelle nostre teste. La degradazione è molto più personale e consiste nell’attaccare gli ideali più personali che costituiscono la nostra identità.

Andare in giro svestiti può essere umiliante, perchè noi sappiamo quali sono le aspettative del mondo esterno nei confronti del nostro abbigliamento/decoro in quella specifica circostanza. Ci rendiamo conto di essere fuori posto e questa dissonanza crea l’imbarazzo e l’umiliazione del momento. Quindi magari non è solo l’atto in sè, ma il contesto in cui esso avviene a condizionare la percezione dell’umiliazione. Andare in giro nudi a casa propria o in una spiaggia nudista è decisamente meno imbarazzante che farlo per strada. Spesso l’umiliazione viene distinta in privata o pubblica. In effetti la presenza di persone che assistono all’umiliazione non fa che rinforzarne la sua portata.

Invece possono essere considerate forme di degradazione il dover fare da tavolino o dormire in una cuccia per cani. In questo caso è ininfluente o meno rilevante il luogo in cui si mette in atto l’azione o l’eventuale presenza di spettatori. Sono azioni che possono intaccare la nostra autostima e la nostra percezione di noi stessi.

Si può umiliare e degradare anche con le parole

Parole apparentemente simili possono scatenare reazioni molto diverse. Una donna può amare essere chiamata “puttanella“, ma allo stesso tempo, questa stessa persona, può odiare essere chiamata “troia“. Per una mia ex, di origini anglofone, un suo limite assoluto era essere chiamata “cunt“, perchè riteneva quel termine particolarmente offensivo. Per non parlare poi della potenza emotiva degli epiteti che fanno leva sull’etnia, sulla religione o sul credo politico.

Spesso non si ha idea di cosa scatenerà una risposta positiva o negativa nel nostro partner. La negoziazione aiuta, ma si tratta comunque di un campo minato emotivo e bisogna essere estremamente cauti quando vi si entra. La chiave per farlo consiste nel conoscere i valori fondamentali del nostro partner. I valori fondamentali sono i pilastri su cui su cui noi costruiamo la nostra identità e sono estremamente importanti per ognuno di noi. Riprenderemo questo concetto più avanti, parlando della degradazione.

Umiliazione

Che cos’è l’umiliazione? Come già detto, l’umiliazione è giocare con le norme sociali. Comunque, bisogna tener presente che non tutti accettano o condividono gli stessi ideali. Vestire una sissy con i vestiti da donna e usare poi parrucche, trucco e accessori carini è moderatamente umiliante. Fare lo stesso con un uomo sottomesso che è molto orgoglioso della propria mascolinità è qualcosa di più profondo che può, a seconda dell’individuo, superare la linea di demarcazione con la degradazione.

Evidenziare il contrasto con le norme sociali

Uno dei modi più diffusi di umiliare è richiamare l’attenzione sull’eccitazione di qualcuno per qualcosa di “sbagliato” o “taboo”. Un esempio è quello di evidenziare l’eccitazione di una bottom per un tipo di stimolazione non tradizionale.

Facciamo l’esempio in cui, in una scena, avete giocato in modo pesante con una bottom ma, toccandola, avete verificato che è chiaramente eccitata. A quel punto potete portare la sua attenzione sul fatto che si sia eccitata nonostante quello che le avete fatto. Potete mostrarle le dita umide, passargliele sul viso o sulle labbra, fargliele annusare o leccare. In questo modo enfatizzate l’umiliazione aumentando il contrasto tra quanto successo e ciò che la società le aveva detto, ovvero che sarebbe dovuta essere disgustata da quanto le stavate facendo. Invece il risultato è che lei si è eccitata e ne vuole ancora di più.

L’umiliazione in pubblico

Molti di noi si divertono a fare pratiche kinky di nascosto mentre sono in pubblico. Un butt plug inserito giusto prima di andare a cena con amici, oppure un vibratore portato mentre si va a fare la spesa. O persino una trigger word (una parola concordata in precedenza e con un particolare significato) che il Dom inserisce “casualmente” in una conversazione. Tutti buoni esempi di giochi fatti in un contesto pubblico e basati sull’umiliazione. L’idea alla base dell’umiliazione in pubblico è quella di poter eventualmente (ma molto difficilmente) essere scoperti mentre si fa qualcosa di contro i comportamenti socialmente accettati e questo non fa che aggiungere eccitazione all’umiliazione. E’ inoltre amplificata dalla gratificazione differita di tornare a casa (o almeno alla macchina) e poter dare sfogo alla tensione erotica creata dal comportamento avuto in segreto.

L’umiliazione pubblica

L’umiliazione pubblica, invece prevede la presenza di altre persone. La tensione erotica è data proprio dagli occhi ed eventualmente anche dalle mani ed altre parti del corpo che partecipano all’azione.

Umiliazione di Cersei Lannister
La famosa scena della “Walk of Shame” della serie TV “Games of Thrones” in cui l’orgogliosa protagonista, Cersei, viene spogliata e costretta a camminare lungo le vie della città sopportando gli insulti, il disprezzo e le offese di tutta la popolazione.

Ricordo bene una festa fetish con centinaia di persone in cui uno slave era legato ad una croce con un cartello con su scritto “Toccatemi”. A quell’invito rispondevano casualmente persone di passaggio, uomini e donne sconosciuti che interpretavano quel cartello ognuna a modo loro. Chi dava una carezza sul volto (o meglio… sulla maschera di latex che lo ricopriva), chi dava una palpatina o si prolungava in un vero e proprio palpeggiamento. Chi non agiva, magari si gustava comunque la scena o la commentava. La presenza di altre persone era essenziale all’umiliazione stessa. L’essere messo a disposizione di altre persone è un esempio molto diffuso di umiliazione pubblica. Il fatto che avvenisse in un contesto kinky-friendly e non in una piazza pubblica, non ne sminuisce il valore ma significa non imporre le proprie scelte su persone del tutto ignare di queste dinamiche.

L’umiliazione può essere imbarazzante anche per il Dom

Quando si parla di umiliazione non si fa quasi mai cenno alla difficoltà del Top di mettere in atto alcune di queste pratiche. Ad esempio le golden shower (urinare su un’altra persona) possono essere difficili da fare. I pensieri che affollano la mente la prima volta possono essere una grande distrazione. Che succede se non riesco a fare pipì? Che succede se la mia urina puzza, ha un cattivo aspetto o odore? Non ho mai fatto pipì davanti a qualcuno, come posso farlo SU qualcuno mentre mi sta guardando? E così via.

A volte, quindi, l’umiliazione e l’imbarazzo ci sono da entrambe le parti durante questo tipo di pratica: è qualcosa da mettere in conto e che dovrete affrontare. In ultima analisi, dedicate sempre estrema cura alla negoziazione e assicuratevi che quello che state per fare è qualcosa che il vostro bottom desidera davvero. Sapere che loro desiderano esattamente quella cosa è una grande spinta motivazionale che vi aiuterà a superare anche il vostro eventuale imbarazzo.

Non è semplice stilare una lista di cosa sia o non sia un’umiliazione. Alcuni bottom possono trovare piacevole leccare la tavoletta del water, farsi sputare addosso o succhiare il pene o il dildo che li ha da poco penetrati analmente, ma inorridire all’idea di fare qualcosa anche di moderatamente umiliante in pubblico.

Cominciate piano: è meglio che il tuo partner sia annoiato piuttosto che finisca in posizione fetale, piangendo disperatamente perché tu l’hai spinto accidentalmente troppo in là, troppo velocemente, schiacciando su qualche punto sensibile.

Degradazione

Il punto di partenza: i valori fondamentali

Per capire la degradazione, bisogna capire il concetto di valori fondamentali che costituiscono i valori cardine della nostra identità e definiscono chi siamo. Ci aiutano a distinguere cosa è giusto e cosa è sbagliato, ci suggeriscono come agire e ci danno le direttive su come procedere lungo la nostra vita. I valori del tuo partner non sono qualcosa da prendere alla leggera, anche se a te possono sembrare cose superficiali. Ricorda che i valori fondamentali possono essere praticamente qualunque cosa. Per qualcuno essi riguardano l’apparenza e la prestanza fisica e possono portare quelle persone ad estremi positivi o negativi.

Chi ha tra i suoi valori l’apparenza fisica, può cercare di apparire al massimo in qualunque situazione oppure può diventare vittima di un disordine alimentare, di una dipendenza da shopping o molti altri problemi legati al non essere felici di come si appare. Questo è il tipo di fragilità che incontriamo quando giochiamo con i valori fondamentali. Come già detto, non è qualcosa con cui scherzare a cuor leggero.

Alcuni dei miei valori personali sono la sincerità, la lealtà. Se io fossi un bottom, attaccare questi ideali sarebbe degradante. Per esempio, chiamarmi uno “stupido imbroglione bugiardo” sarebbe doloroso da sentire da qualcuno che amo. Sentirlo durante una scena intensa sarebbe ancora più difficile da gestire e sopportare. La degradazione verbale è estremamente potente quando si aggiunge ad una situazione che è già umiliante. Urinare su qualcuno può essere una situazione giocosa e leggera, ma provate a pensare di aggiungerci delle parole scelte accuratamente, dette con voce sprezzante e vi ritroverete in picchiata a capofitto nel vortice della degradazione.

Come identificare i valori fondamentali del nostro partner

Estrapolare i valori fondamentali di qualcuno non è facile come negoziare una scena e seguire poi le informazioni ottenute. Ci sono masochisti che possono descrivere esattamente quello che gli piace o non gli piace, dove poter colpire e dove no. Questo non è sempre valido per i valori profondi di ognuno di noi. Mettere a rischio per errore uno di questi valori è di per sè un’ottima ragione per non tentare di fare giochi di umiliazione con un partner che non si conosce bene.

I dettagli sono importanti!

Se qualcuno ti dice di amare essere insultato, assicurati di chiedere specificatamente quali termini sono accettabili e quali sono da evitare assolutamente. Razza, genere e orientamento sessuale non sono sempre valori di base, ma se ci giochi puoi rischiare di farne scattare altri che non aspettavi esistessero o di cui non avevi parlato con il tuo partner. Una parola offensiva può scatenare una reazione viscerale anche se quella persona non si sente attaccata dalla parola stessa. Può trovare quella parola ripugnante per molte ragioni e tu dovresti aver evidenziato queste parole durante la negoziazione, prima che lascino la tua bocca.

Un dominante che usa la creatività in una sessione è sicuramente qualcosa di positivo, ma non quando si tratta di giocare con i valori di fondo. La negoziazione è il primo, fondamentale passo per identificare questi punti deboli prima di giocare. Se fai attenzione a dove sono questi punti deboli puoi cominciare a pensare quali siano i valori chiave del tuo partner. Se ti dice di non voler mai essere chiamato “stupido” (competenza) o “inutile” (autostima) puoi usare questi elementi per identificare quali sono i suoi valori di base. Attieniti a quel copione durante il gioco, quindi fai attenzione alla reazione che scatenano.

L’importanza dell’after care dopo le pratiche di umiliazione a degradazione

Goditi pure ogni momento del gioco, ma non dimenticare di comunicare molto durante l’aftercare. In questa fase hai il compito di cercare di rimettere a posto tutto quello che hai scombussolato durante il gioco e per questo devi essere specifico nelle parole che usi. Se hai chiamato qualcuno un “lurida vacca da monta“, assicurati di ri-affermare quanto ci tieni a quella persona e quanto sia speciale per te. L’after care aiuta a costruire fiducia e ti permette di andare un po’ più a fondo ogni volta successiva. Quando hai finito di ricostruire l’autostima del tuo partner, parlate ancora e ancora. Quanto più parli con il tuo partner di ciò che ha di più caro, tanto più introspezione farà. Questo ti aiuterà a trovare i loro valori e ti darà indicazioni su come giocarci.

La potenza delle parole per umiliare

Aneddoto sul workshop di umiliazione di Midori
Midori

Midori, Mistress, autrice e performer californiana, è una delle educatrici BDSM più conosciute al mondo ed una delle migliori di tutti i tempi. Tra le altre cose tiene un workshop sull’umiliazione che è meraviglioso. Ad un certo punto, durante la lezione chiede alle persone presenti di urlarle contro cose degradanti. La gente urla cose del tipo “troia” “merda” “puttana” e altre cose del genere.

Una conoscente una volta, partecipando ad una di questi workshop, cominciò ad urlare offese davvero pesanti. Nonostante Midori ascoltasse tutto senza fare una piega, alcune persone in aula furono così a disagio da preferire alzarsi e lasciare la stanza. Non credo che Midori avesse previsto una reazione del genere, ma è un esempio del potere della degradazione anche solo tramite le parole. Puoi colpire duramente le persone in modi che nemmeno immagini solo con le parole ed il tono della voce. Le persone che si erano allontanate hanno percepito i loro valori messi in crisi, anche se le parole non erano rivolte a loro.

Consigli e riflessioni finali

Man mano che tu cominci a scoprire questi valori chiave, puoi cominciare a giocare con loro in modo graduale. Parla a fondo con il tuo partner di quello che vuoi fare e assicurati che sia d’accordo. Fai attenzione al fatto che in pochi pensano di dover mai usare la safeword durante le pratiche emotive. Alcuni suggeriscono di utilizzare una safeword emotiva che può essere affiancata a quelle normalmente in uso.

BLU è la parola che comunemente consigliata da usare quando le condizioni emotive stanno sfuggendo di mano. Io penso che sia uno strumento interessante da tenere in considerazione, anche se può non funzionare per tutti. Durante tutte le scene di umiliazione/degradazione, non mi è mai capitato di incontrare una singola partner che fosse in grado di usare la safeword in queste condizioni. E’ importante porre attenzione agli indizi fisici della persona che è lì con te. Non bisogna farsi prendere la mano. Bisogna restare lucidi in tutto ciò che si fa e rendersi conto quando è il momento di staccare la spina e prendersi cura del partner.

Lo scopo

Lo scopo di queste pratiche può essere quello di ridurre il tuo partner ad un’ammasso lacrimoso ai tuoi piedi, ma tu non vuoi affatto che questo succeda per errore. Hai presente quella sensazione quando sbagli di un pochino la mira di un colpo, di quando perdi per un attimo la presa o di quando un nodo si scioglie? Ecco, prendila e moltiplicala per dieci.

Quando colpisci un punto sensibile dal punto di vista emotivo, non ci sono impacchi di arnica sufficienti a ridurre il danno. Bisogna evitare che succeda a tutti i costi. Non importa quanto involontariamente tu commetta un errore, vi devi porre rimedio. A volte ci vogliono settimane di aftercare per disfare ciò che hai fatto e, in casi estremi, possono anche non bastare.

Alla fine ognuno di noi ha quella particolare cosa che crediamo di noi stessi e che vogliamo nascondere al resto del mondo. E’ il nostro punto debole, il nostro tallone d’Achille. Cerchiamo di non pensarci per non temere che gli altri si accorgano del nostro bluff. Dopotutto noi siamo i nostri critici più severi e quanto ascoltiamo qualcuno dire quella particolare cosa negativa a cui noi segretamente pensiamo e crediamo, il risultato è devastante. Ci vuole tempo perchè poi noi torniamo ad essere in grado di prendere quei pensieri e di richiuderli di nuovo in un cassetto recondito della nostra mente. Per farlo abbiamo sicuramente bisogno dell’aiuto e del sostegno del nostro partner.

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