Aftercare, che cos’è e perchè è essenziale?

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Aftercare

Pochi giorni fa, durante una lezione privata di shibari, ho spiegato il concetto di aftercare a una coppia. Ho realizzato che è un tema che non ho ancora trattato approfonditamente sul sito, così ho deciso di porvi rimedio. Si sente spesso parlare di aftercare in relazione a una sessione BDSM, ma cosa significa realmente questa parola? Aftercare è un termine che indica una serie di gesti e attenzioni volti a prendersi cura dell’aspetto fisico ed emotivo delle persone coinvolte in una scena.

Detto così sembra qualcosa di molto complesso da fare, ma in realtà non lo è. Ho scelto una definizione così ampia per una serie di motivi che diventeranno chiari con la lettura di questo articolo. Come spesso succede, userò i termini Top e bottom per indicare in modo generico le parti coinvolte, a prescindere sia da quale sia la reale dinamica BDSM in atto sia da quale sia il genere delle due persone. Quindi, nell’arco di questo articolo, Top potrà riferirsi indistintamente anche ad un/una Dominante o ad un Master o Mistress e, in modo analogo, bottom si può riferire anche ad uno/una sub o slave.

Inoltre ho scelto di non usare asterischi o la schwa semplicemente perchè conosco alcune persone non vedenti che trovano più agevole poter leggere un testo scritto secondo le consuete norme sintattiche. Per quanto possibile cercherò di scrivere nel modo più neutrale possibile. Ovviamente tutte le considerazioni che faccio in questo e in altri articoli si possono applicare (a meno che non esplicitamente specificato) a qualunque persona di qualunque genere, identità ed orientamento sessuale.

A chi serve l’aftercare?

Prima di tutto, voglio sfatare il mito che l’aftercare sia qualcosa che serve solo al bottom, perché anche i Top ne hanno bisogno. Entrambe le persone (o più di due se è il caso) mettono in gioco le proprie emozioni e capacità fisiche durante una scena. Alla fine, entrambe si trovano in uno stato mentale e fisico ben distante da quello iniziale. L’aftercare ha lo scopo di aiutare ognuno a tornare alla normalità.

E’ necessario fare aftercare?

Questa domanda è meno banale di quanto possa sembrare. Da un lato viene spontaneo rispondere “si, certo”, ma si può anche riflettere sul “perchè” c’è bisogno di aftercare. Cosa succede durante una sessione che porta qualcuno ad aver bisogno di aftercare? Se c’è bisogno di cura dopo, vuol dire che non se n’è avuta prima?

Il mio approccio a questo punto delicato della questione è che le pratiche BDSM creano volutamente una situazione di stress psicofisico a cui il corpo umano risponde poi con un rilascio di endorfine, adrenalina e altri ormoni che sono la vera radice del perchè ci piacciono queste pratiche. Si può essere il Top più amorevole mentre si fa una sospensione o mentre si frusta, ma in ogni caso quegli stimoli sono cose che vanno al di là di quello che il nostro corpo e il nostro cervello sono abituati a gestire quotidianamente (e aggiungerei, per fortuna!). Per questo motivo alla fine di quella esperienza “eccezionale” ci vuole un po’ per tornare allo stato precedente. Un po’ come succede dopo un lungo sforzo sportivo o una intensa prestazione intellettuale, si attraversa quello stato a metà tra euforia e spossatezza.
E’ chiaro che una pratica poco impegnativa per una o tutte le persone coinvolte, potrà non aver bisogno di una vera fase di aftercare. Chi è abituato a giocare con una certa intensità, per esempio, potrebbe essere anche più capace di recuperare velocemente o autonomamente e non aver bisogno dell’after care.
Quindi il fatto che l’aftercare sia una fase sempre presente all’interno di una sessione BDSM è, per me, indipendente dal “come” si è giocato, ma semmai dal livello a cui si è giocato.

L’aftercare non è uguale per tutti

Come detto, alcune persone necessitano di maggiori attenzioni e altre di meno. Alcuni impiegano molte ore o giorni per tornare a una situazione di normalità, altri impiegano pochi minuti.
Ogni persona reagisce in modo diverso a una sessione, e ogni sessione può differire per tipologia delle pratiche e intensità. È difficile quindi fare un elenco preciso e dettagliato di “cosa fare” durante l’aftercare. Voglio, però, dare dei suggerimenti riguardo ai macro ambiti che devono essere presi in considerazione. Ciò serve affinché ognuno impari a conoscere le proprie necessità e sappia comunicarle al proprio partner durante la fase di negoziazione, come avevo già suggerito in un altro articolo su quel tema, sia che questa avvenga in privato con un partner conosciuto che durante un play party con un partner occasionale.

Fase 1 – Primo soccorso

Prima di tutto, è importante fare una rapida valutazione del proprio stato e di quello del proprio partner. In genere, si inizia questa fase nelle fasi finali della scena stessa, rimuovendo gli strumenti utilizzati che possono limitare la circolazione sanguigna o la respirazione (ad esempio corde, bavagli, lacci vari, ecc.). Bisogna poi dedicarsi alla cura di eventuali tagli o ferite, che sono sempre una priorità. Pulire, disinfettare ed eventualmente applicare delle garze pulite per proteggere la zona interessata. Ovviamente questa fase include anche la necessità di prendersi cura di eventuali difficoltà nella respirazione, la necessità di assumere medicine o eventuali svenimenti.

Non è mai sbagliato educarsi approfonditamente su quali sono gli step necessari da seguire in situazioni di emergenza, a partire dal come mettere una persona in posizione di sicurezza e, non da ultimo, a come effettuare una chiamata al 118 (non basta solo fare il numero) e a come fornire tutte le informazioni necessarie agli operatori per poter fornire l’assistenza migliore e più tempestiva.

Fase 2 – Bisogni primari (aftercare fisico)

Questa fase in genere avviene subito dopo la fine di una scena o di una pratica. I bisogni primari sono quelli che attengono al benessere fisico di base e possono essere riassunti come segue:

  • Temperatura corporea. Una sessione intensa può comportare un forte rilascio di adrenalina, che tende ad esaurire le riserve di energia e a lasciare il corpo incapace di mantenere la temperatura corretta, come fa in condizioni normali. Inoltre, l’eventuale immobilizzazione prolungata o l’uso di corde o lacci, può aver rallentato la circolazione sanguigna periferica, così che, una volta liberati, il sangue più freddo arrivi dagli arti (in particolar modo dalle gambe) al resto del corpo, aumentando la sensazione di freddo. Se si fa BDSM in una stanza calda, ci può essere un surriscaldamento dovuto ai movimenti o agli sforzi sostenuti durante una sessione. Per ovviare a tali fenomeni, è opportuno avere a disposizione coperte o indumenti caldi, oppure una borsa dell’acqua calda se si ha troppo freddo e, se invece si ha troppo caldo, possono essere utili borse del ghiaccio o acqua fredda e l’uso (moderato) di ventilatori e aria condizionata.
  • Idratazione. E’ importante poter bere e reidratarsi, evitando bevande alcooliche e caffè, che invece possono accentuare la disidratazione.
  • Recuperare energie. Lo scopo è molteplice: da un lato introdurre cibi che siano in grado di risollevare velocemente la percentuale di zucchero nel sangue; dall’altro assumere cibi che possano fornire energia anche sul lungo periodo per evitare poi un brusco calo di zuccheri. A tale scopo sono utili cibi come frutta, noci e snack simili. Se si è sudato molto è bene anche pensare a recuperare i sali minerali persi, sia attraverso qualcosa da mangiare che attraverso sport drink.
  • Riposare. Non sempre è possibile sdraiarsi o fare un sonnellino se si gioca all’esterno o lontani da casa o ad un evento. In ogni caso è comunque utile poter trovare un posto comodo e calmo dove potersi riposare. Alcuni club hanno aree per il chill-out che sono perfette a tale scopo.

Fase 3 – bisogni secondari (aftercare psicologico)

Dopo aver affrontato i bisogni primari legati al benessere fisico, è cruciale dedicarsi ora alle esigenze psicologiche. In questa fase, il focus si sposta dall’aspetto fisico all’equilibrio mentale e emotivo. Ecco alcuni suggerimenti:

  • Comunicazione Empatica: La parola è fondamentale. Top e bottom devono sentirsi liberi di esprimere le proprie emozioni, riflessioni o eventuali preoccupazioni. La comunicazione empatica può consolidare la connessione tra le persone coinvolte, riducendo lo stress post-sessione.
  • Rassicurazione e Affetto: L’aftercare psicologico richiede la presenza rassicurante del partner. Gestire le emozioni e la vulnerabilità richiede un ambiente sicuro e accogliente. Un abbraccio, delle carezze o semplicemente parole rassicuranti possono essere potenti strumenti.
  • Debriefing: Discutere dell’esperienza è fondamentale per entrambe le parti coinvolte. Un debriefing consensuale può aiutare a comprendere cosa ha funzionato bene, cosa potrebbe essere migliorato e come affrontare situazioni simili in futuro. La riflessione condivisa può contribuire alla crescita personale e alla consapevolezza reciproca.
  • Ascolto Attivo: Durante il dopo-scena, ascoltare attivamente è essenziale. Ciascun partecipante può avere reazioni diverse o interpretazioni dell’esperienza. L’ascolto rispettoso aiuta a comprendere le diverse prospettive e a consolidare il legame tra le persone coinvolte.
  • Tempo di Recupero Individuale: Alcune persone potrebbero preferire un breve periodo di tempo da soli per riflettere e elaborare le emozioni. Rispettare questa necessità di recupero individuale è parte integrante dell’aftercare psicologico.
  • Pianificare il Prossimo Passo: Se ci sono future sessioni o incontri previsti, discutere di eventuali desideri, limiti o adattamenti è essenziale. La pianificazione consensuale può contribuire a creare un ambiente più sicuro e gratificante per entrambi i partner.

Conclusioni:

In conclusione, l’aftercare nel BDSM è un processo complesso che va oltre la cura fisica immediata. Abbraccia la sfera emotiva e psicologica, contribuendo a consolidare la connessione tra Top e bottom. Ogni persona è unica, e quindi, l’aftercare dovrebbe essere personalizzato per soddisfare le esigenze specifiche di coloro che partecipano a una sessione BDSM. Attraverso la comunicazione aperta, il rispetto reciproco e la consapevolezza delle necessità individuali, è possibile creare un ambiente sicuro e appagante per tutti i partecipanti.

Altre risorse dal web

Facciamola finita con l’aftercare (come lo si intende di solito)
L’importanza dell’aftercare