Protocolli BDSM: il basso protocollo

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Basso protocollo o protocollo sociale

Come dice il nome stesso, il basso protocollo è il tipo di protocollo che viene usato nelle situazioni BDSM pubbliche più informali o in quelle vanilla, quando non è opportuno utilizzare gesti e parole che risulterebbero fuori luogo. Ha una parte “privata” (ovvero che coinvolge solo le persone direttamente nel rapporto D/s) ed una parte propriamente “pubblica”, ovvero l’interazione del Dom e del/la sub con il resto del gruppo.

Per quanto all’interno di un rapporto il Dom possa scegliere di impostare i protocolli nel modo in cui preferisce, vi immaginate un/una sub che si inginocchia e si prostra per terra per chiedere scusa mentre siete ad una cena con gli amici del lavoro? O che si presenta al pranzo della domenica con i parenti indossando solo un set di polsiere/cavigliere? La parte privata e quella pubblica del basso protocollo devono essere in armonia tra loro e bisogna trovare il giusto equilibrio tra quello che ha importanza nel rapporto D/s e quello che è opportuno portare all’esterno di tale rapporto. Questo è importante per più ragioni, la prima delle quali è il fatto che tutti, Dom e sub, sono responsabili nei confronti della propria Comunità e quindi attirare attenzioni non volute e non necessarie può essere considerato a buon ragione un insulto a chi tiene in modo particolare alla propria privacy. Quindi se le parole ed i comportamenti del/la sub riflettono il proprio Dom/Domme ed il rapporto con lui/lei, le parole ed i comportamenti di entrambi riflettono la qualità e lo spirito della Comunità a cui appartengono. Questo è un concetto che in Italia mi sembra venga spesso disatteso, con la presunzione che ognuno abbia diritto di fare come gli pare e che l’opinione pubblica non finisca per prendere i comportamenti dei singoli e considerarli come comportamenti generali. Buon senso ed educazione sono la base di qualunque protocollo, a qualunque livello.

Si può decidere, magari sperimentando e apportando modifiche nel tempo, che il collare posturale in cuoio borchiato che si usa durante le sessioni, piace tanto ad entrambi, ma non è molto pratico e può essere sostituito con QUELLA particolare collana, molto più discreta, ma carica dello stesso significato. O che la sub può liberamente conversare con tutti, ma deve discretamente chiedere il permesso per allontanarsi, magari per andare alla toilette. Può vestire come preferisce, ma deve comunque indossare scarpe con il tacco. Può sedersi a tavola con tutti gli altri, ma deve essere lei a riempire il bicchiere del proprio Dom. E così via.
In pratica, la bellezza di usare questo tipo di protocollo sta proprio nel riuscire a creare una serie di regole che sono molto efficaci per ricordare costantemente ad entrambi che si è in un rapporto D/s anche durante il pranzo della domenica dei suoceri, ma che non sono troppo evidenti da far sollevare domande o da sembrare bizzarre agli occhi di chi non sa nulla di BDSM.
Questa caratteristica di passare al di sotto del livello del radar degli altri, non è un punto di debolezza, ma è il punto di forza di questo tipo di protocollo. Ci si può sbizzarrire nel trovare tanti piccoli gesti e controgesti che rientrino nel basso protocollo e non per niente spesso, questi gesti vengono definiti come protocolli invisibili.

Ma oltre alla parte “privata”, esiste anche la parte pubblica dei protocolli sociali.

Non mi stancherò mai di ripetere che il comportamento del/la sub riflette il suo Dom/Domme, l’addestramento ricevuto e la sua qualità. Nel dubbio, cercate di utilizzare sempre l’opzione più formale/cortese. Nel dubbio, chiedete al vostro Dom o direttamente alla persona di fronte a voi come preferisce che interagiate. Anzichè salutare uno sconosciuto con un semplice “ciao”, usare un “Buongiorno/Buonasera/Benvenuto/a, piacere di conoscerla” eventualmente chiedendo se la persona gradisce passare ad un più colloquiale “tu”. In Italia siamo abituati ad “invadere” lo spazio personale altrui con molta più facilità: ci baciamo fra sconosciuti, ci tocchiamo braccia o spalle, etc. Tenete a mente che non tutte le persone però gradiscono questi contatti e che altre possono trovarlo addirittura offensivo. Ancora una volta, chiedere (o per lo meno “avvisare”) che si sta per toccare o cercare di salutare con un semplice bacio sulla guancia, permette all’interlocutore di rifiutare con altrettanta cortesia evitando un “incidente diplomatico”, come quello successo di recente all’ingenuo Pippo Baudo.

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Ma il basso protocollo viene usato spesso anche in ambito privato. Infatti, per quanto siano intriganti e piacevoli, i protocolli medi e alti non possono verosimilmente essere usati costantemente (così come nessuno indosserebbe uno smoking o un’abito da sera in qualunque momento della giornata, sette giorni alla settimana). Quindi, anche in un ambiente domestico e familiare, tra persone che hanno una relazione da lungo tempo, anche in presenza di figli e/o familiari quei piccoli gesti e quelle piccole attenzioni al rispetto di un semplice protocollo di base, aiutano a mantenere viva la fiamma e a ricordare ad entrambi la natura BDSM del proprio rapporto.

In conclusione, possiamo riassumere di seguito gli elementi caratteristici del basso protocollo:

  • E’ un continuo richiamo al servizio e alle sue responsabilità
  • Permette compotamenti informali, seppure con specifiche limitazioni
  •  Prevede l’uso di posture, ordini e richieste in un modo invisibile e non intrusivo
  • A dispetto delle tentazioni offerte dai comportamenti rilassati, prevede una consapevolezza della responsabilità di quello che si sta facendo