Facebook, si sa, è diventato uno dei social network più diffusi anche nel nostro paese. Purtroppo c’è un enorme disinformazione su come usare al meglio questo strumento anche per gli usi “pervy”. Vediamo cosa si può fare per salvaguardare la propria privacy e mantenere la propria vita parallela all’oscuro da occhi indiscreti.

Cominciamo con il dire alcune ovvietà, che però molti ignorano:

  1. su Facebook è espressamente vietato registrarsi con nomi falsi, nickname etc. Quindi semplicemente, non possono esistere profili “alternativi”.
  2. su Facebook nessuno ha modo di sapere con esattezza quanti profili abbia creato la persona X e quale di questi profili sia quello “pervy”
  3. su Facebook è ogni singola persona che controlla quello che gli altri suoi amici possono vedere sul suo profilo.

Quindi, per prima cosa, è inutile lamentarsi perchè il proprio profilo “Masterone terribile” o “schiava nolimits” vengono ripetutamente cancellati, andando a ricercare fantomatici complotti alle nostre spalle. Semplicemente, quei profili dureranno il tempo necessario affinchè Facebook si accorga che non corrispondono ad un nome reale. Certo… io posso creare un profilo che “sembri” reale, come ad esempio “Mario Rossi”… e magari riesco ad ingannare Facebook per un periodo più lungo, ma in ogni caso se Facebook ha il dubbio che io non mi chiami effettivamente così, mi chiederà di produrre un documento di identità valido. Le segnalazioni degli utenti possono semplicemente attivare o velocizzare questo processo, ma se create un profilo con un nome falso, quel profilo è destinato ad essere cancellato. Rassegnatevi. O meglio, decidetevi una volta per tutte a creare un profilo unico con il vostro nome e cognome reale o, se proprio volete, una pagina come personaggio pubblico, ma in questo caso aspettatevi una possibilità di interazione molto più limitata rispetto ai profili standard.

Il che porta direttamente al problema successivo: se ho un unico profilo, come posso salvaguardare la mia privacy ed evitare che familiari, colleghi di lavoro e amici vanilla sappiano e leggano quello che scrivo e quello che viene scritto dai miei amici pervy o sappiano che ho amici pervy?

Anche qui, Facebook dà tutti gli strumenti per gestire questo genere di situazioni e tutelare la privacy. Prima di tutto, potete rendere visibile solo a voi stessi la lista degli amici. In questo modo, l’elenco dei vostri amici non lo potrà vedere nessun altro. I vostri familiari non sapranno chi avete aggiunto. Per farlo basta andare sul vostro profilo, cliccare sull’icona con i vostri amici, e poi sul pulsante “Modifica” in alto a destra. Qui potrete impostare la privacy della vostra lista amici. Se scegliete “Solo io” la privacy della vostra lista amici è assicurata.

Fatto? Ora però può succedere che qualcuno scriva un post sulla fantastica serata che ha passato insieme ai suoi amici in un noto club per scambisti e decida di taggarvi, oppure un amico comune decide di pubblicare la foto della cena al ristorante dove però voi non eravate con vostra moglie. Tutto alla faccia della privacy. Per evitare che i post o le immagini in cui siete taggati appaiano automaticamente sulla pagina del vostro profilo, dovete modificare un altro parametro. Cliccate sulla freccina verso il basso a destra della scritta “Home” in alto a destra nella barra blu in cima alle pagine di Facebook e scegliete “Impostazioni sulla privacy” e cliccate sulla voce “Diario e aggiunta di tag”.

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Come potete vedere dall’immagine qui sopra, potete decidere chi può vedere cosa viene pubblicato sul vostro diario, chi può vedere i post in cui sei stato taggato e persino verificare/autorizzare qualunque post in cui sei stato taggato prima che venga effettivamente pubblicato sul tuo diario.

Potete anche creare delle liste (delle sorta di sottogruppi) per i vostri amici. Alcune sono già pre-impostate da Facebook (es. la località dove abitate, la vostra azienda, etc), ma potete crearne tante altre. Potete assegnare ogni contatto nella vostra lista amici ad una o più liste. Così avrete le liste “familiari vanilla”, “familiari pervy”, “amici vanilla”, “amici pervy”, “amici di roma”, etc.. e potete decidere se permettere ad una di queste liste di vedere cosa viene pubblicato sul vostro profilo. Potreste decidere che solo i membri della lista “amici pervy” possano leggere liberamente quello che appare sul vostro diario.

Puoi anche utilizzare la “lista con restrizioni” che è creata di default da Facebook. Se aggiungi persone a questa lista, potranno vedere solo le informazioni e i post che sceglierai di rendere pubblici.

Ora, avete nascosto la lista amici e i post ai vostri familiari più bigotti che si sono ostinati a volervi aggiungere su FB. Potete sbizarrirvi a scrivere e leggere quello che volete. Non avete più scuse se non usate queste precauzioni per tutelare la vostra privacy e non potete prendervela certo con chi vi tagga.

Se, invece, vi ostinate a seguire la via dei profili multipli, ricordatevi che su Facebook siete voi che dovete tenere separati i contatti pervy da quelli non-pervy. Su Facebook, infatti, non si può sapere quanti profili abbia qualcuno… non vi è alcun modo di sapere che il Signor X ha un profilo “pervy” che si chiama “Master Y” e uno non-pervy che si chiama “Mario Rossi”. A volte si conoscono entrambi i profili, a volte si sa che sono entrambi riferiti alla stessa persona a volte no. I profili “pervy”, proprio perchè non corrispondenti ai requisiti di Facebook di essere intestati ad un nome e cognome reali, sono aleatori e spesso durano pochi giorni o poche ore. Se non volete impostare le varie opzioni descritte sopra per il controllo della privacy, la soluzione migliore quindi è “non accettare amicizie pervy con il vostro profilo non-pervy”.

Se una persona X tagga qualcuno con il suo profilo normale anzichè con quello pervy, non è colpa di questo qualcuno se la persona X ha qualcosa da nascondere agli altri contatti nella sua lista amici. Si dà per assodato che ognuno provveda a preservare la propria privacy nei modi e con le modalità che Facebook mette a disposizione. Come indicato in precedenza, sta alla persona X creare una lista per i “contatti pervy” ed evitare che i commenti o tag dei membri di questa lista vengano letti dai membri della lista “amici della parrocchia”. Se non sapete gestire la VOSTRA di privacy, con gli strumenti appositi che Facebook dà a disposizione, non prendetevela con gli altri e non andate a piagnucolare in giro.