Nascita (e morte) di un munch

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I FATTI

Qualcuno di voi ultimamente si è stupito di come un munch organizzato spontaneamente dalla comunità BDSM romana, gelosamente tenuto al riparo da curiosi e famolostranisti non diffondendo il suo indirizzo se non a chi si conosceva direttamente, si sia trasformato in un munch “gestito” da una sola persona e promosso pubblicamente senza alcun filtro.

Bisogna fare un passo indietro. Di ben 5 anni. Ovvero quando la comunità BDSM romana esisteva per lo più nel mondo virtuale e gli appuntamenti reali erano limitati ad un aperitivo organizzato autonomamente dai mitici Messere e Babies e da qualche altra cena, aperitivo o aperello di qualche comunità online. Appuntamenti, questi, spesso aperti ad un gruppo ristretto di persone (es. gli iscritti di una specifica comunità online).

Quando ho aperto il negozio, una delle prime cose di cui mi sono reso conto è che, avendolo pubblicizzato su media tradizionali, mi ritrovavo un numero di persone curiose o agli inizi che venivano a chiedere informazioni su come e dove incontrare altre persone con le stesse passioni. Ben presto mi è stato chiaro che c’era tantissima gente che non accedeva ad internet (per nulla o solo in modo sporadico) o che non era affatto soddisfatta dalle interazioni virtuali con altri bdsmer e così, pochi mesi dopo, ho cominciato a parlare per primo di creare un appuntamento periodico che avesse il semplice scopo di socializzare. Un incontro senza ruoli, senza dresscode, senza aspettative di gioco. Un posto dove chi voleva poteva passare del tempo chiacchierando e conoscendo altre persone e possibilmente, discutendo di argomenti legati al BDSM. Un munch! (un termine che ben pochi conoscevano e che, come vedremo, si decise poi di italianizzare per renderlo più esplicativo).

Ovviamente ne parlai per primi alle persone che conoscevo e che stimavo all’interno della comunità di Legami (www.legami.org), ovvero prima di tutti birds_kat (la mia compagna), Radaaria e LeleOne, Blues e Ladybird, MaestroBD e Expy, Ekdeo, gli stessi Messere e Babies (sicuramente ne dimentico ancora altri, ma il punto non è fare un elenco esaustivo). Un piccolo gruppo di persone a cui trasmettere il mio stesso entusiasmo per quello che avevo visto verificarsi nelle comunità visitate durante i miei viaggi in giro per il mondo (a quel tempo io e kat eravamo gli unici del gruppo -insieme a Messere e Babies- che avesse varcato i nostri confini per partecipare a qualche evento fetish o BDSM) e a cui far capire anche il potenziale interesse da parte di tante persone “fuori dal giro”.

Devo dire che parlarne dal vivo o anche online non è stato sempre facile, perché ci sono state molte resistenze da parte di chi era convinto che le persone interessate al BDSM fossero, per necessità, solo quelle che facevano parte delle comunità online. Eppure io avevo decine di persone ogni settimana che venivano in negozio e che non erano mai state su nessun sito BDSM!!

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L’occasione pratica di rendere reale questo progetto si è presentata  nell’inverno del 2006, quando MaestroBD si è trovato a far parte di un circolo  sociale creato all’interno di alcuni locali di una scuola nella zona Montesacro di Roma, lo “Zero” e quindi, anche per dare una mano e per aumentare le presenze e gli introiti del neo-nato circolo stesso, si decise di comune accordo di provare a fare l’esperimento dei “mercoledì ludici”. All’inizio infatti la “scusa” per incontrarsi era quella di passare una serata a fare giochi di società, quindi un contesto decisamente più rilassato e meno preoccupante per chi voleva avvicinarsi per la prima volta alla comunità.

L’appuntamento continuò fino alla pausa estiva, quando per vari motivi, il circolo ebbe problemi e fu chiuso.

Alla ripresa autunnale si dovette fronteggiare il problema di dove spostarsi e, visto che alcuni conoscenti di MaestroBD con cui lui faceva giochi di ruolo dal vivo avevano preso in gestione un pub in zona prati. Molti furono sollevati, visto che lo Zero, per quanto divertente, era davvero fuori mano per i più. Gli appuntamenti del mercoledì continuarono quindi al pub G.F. a prati (non mi va di usare pubblicamente il nome di un pub che finora è sempre stato tenuto privato), che fu ben lieto di accogliere la nostra amata combriccola. Anche in questa non fu semplice far capire al resto della comunità il valore di incontrarsi una volta a settimana, tant’è che più di una volta ci si ritrovò in soltanto tre persone (io, MaestroBD ed Expy) a “presidiare” l’appuntamento. Abbiamo tenuto duro e, grazie al supporto di Legami, di Alcova e di tutte le singole persone che si sono impegnate nel “passaparola” la serata ha cominciato lentamente a prendere piede e ad affermarsi.

Si decise di continuare a non rendere pubblico con annunci o avvisi su siti (nemmeno su Legami che era un po’ diventato il padre putativo della iniziativa) l’indirizzo ed il nome del locale, proprio per mettere in atto un filtro e limitare l’accesso solo a chi si conosceva direttamente. Come si dice? “la prima regola del Fight Club è non parlare del Fight Club”. Può sembrare controproducente per una serata di una comunità, la decisione di non pubblicizzare il luogo dell’incontro, ma abbiamo sempre preferito puntare sulla qualità dei partecipanti, piuttosto che sul loro numero.

Proprio per questo la serata è lentamente cresciuta, sempre basandosi solo sul passaparola. Anche quando, all’interno della serata del mercoledì sono state fondate le due associazioni, BDSM Italia e BDSMRoma, gli appuntamenti del mercoledì sono sempre stati pubblicizzati in forma anonima. Perché la comunità aveva deciso di continuare a fare da filtro ed evitare che semplici curiosi, malintenzionati o persone semplicemente sgradevoli rovinassero l’atmosfera della serata. Ricordo un episodio in cui io, in modo un po’ superficiale e preso dall’entusiasmo per la recente apertura del sito di BDSM Italia, pubblicai sul sito di BDSM Italia anche l’indirizzo del pub oltre le date degli appuntamenti. Ricevetti nel giro di pochi minuti una serie di messaggi, telefonate e commenti da parte degli altri amici e soci su come fosse pericoloso pubblicare l’indirizzo e quindi lo eliminai nel giro di pochissimo tempo.

La serata è rimasta quindi fondamentalmente immutata dal 2007, perché era una situazione piacevole, con uno spazio che si era dimostrato accogliente e adatto alle nostre necessità, dove molte persone hanno festeggiato compleanni ed eventi di vario tipo. E’ anche per questo che all’interno di questa serata è potuto nascere lo spirito dell’associazione: lo spirito di gruppo era il motore che alimentava quell’incontro e che continuava ad attirare persone.

Fino a quando, durante l’estate 2010, MaestroBD ha deciso di rilevare, insieme ad altri soci, la gestione di un locale a San Lorenzo. Stando a quello che lui ha riferito a più persone, giusto nello stesso periodo il gestore del G.F. si era lamentato con lui del fatto che il nostro gruppo di persone cominciava ad essere troppo numeroso e che gli altri clienti del locale non riuscivano a trovare posto e che, dopotutto, noi eravamo semplicemente tollerati lì in quel posto, al punto che ha riferito ad altri partecipanti alla serata (Max Hiketeia) che il motivo per cui la serata non poteva essere pubblicizzata era proprio perché i gestori del pub non volevano associare il loro nome alle nostre pratiche. In effetti qui ci può essere stato un fraintendimento e le cose, passando di bocca in bocca, sono state travisate. I gestori del pub si sono preoccupati in realtà che, pubblicizzando apertamente il nome del locale, qualcuno potesse pensare che tutte le serate vedessero la presenza della nostra comunità. E’ successo agli inizi che qualcuno, sentendo di queste serate del mercoledì, abbia pensato questo, ma si è trattato in definitiva di un paio di episodi sporadici all’inizio della nostra permanenza al G.F. e che non si sono più verificati in seguito. La dimostrazione che questa è una paura infondata sta proprio nel fatto che anche quando il nome del nuovo locale -di cui dirò tra breve- è stato ampiamente pubblicizzato, la gente ci è andata per l’incontro conviviale solo nella serata del mercoledì.

Al ritorno delle vacanze, molte persone hanno ricevuto un educato invito da parte di MaestroBD a partecipare alla serata del mercoledì che però ora si svolgeva presso il suo locale, di cui veniva pubblicato nome ed indirizzo. Questo perché lui ha sempre considerato e ha più volte pubblicamente affermato che l’appuntamento del mercoledì era una “sua” serata, nonostante più volte gli sia stato fatto notare che non aveva alcun titolo per considerarla tale. Inoltre la necessità di vedere la serata anche sotto una luce meramente commerciale, ha portato alla scelta di pubblicizzare l’appuntamento tramite qualsiasi mezzo, senza avere più quel filtro garantito dal passaparola. A questo va aggiunta la strategia di contare quasi esclusivamente sulla comunità per garantire la sopravvivenza del locale, con il risultato di proporre una scaletta di eventi focalizzati sempre sullo stesso gruppo di persone.

Questi comportamenti hanno allontanato una buona parte di chi aveva contribuito alla creazione di questa serata, perché non vi si riconoscevano più, non trovando più quello spirito di spontaneità “dal basso” né quella predisposizione ad accogliere i nuovi venuti e a discutere di BDSM durante la serata, con un generale impoverimento. Il che ha causato un collasso nella partecipazione a tale evento e i mancati incassi previsti hanno portato al fallimento imprenditoriale, al punto che solo grazie all’intervento economico personale di un altro imprenditore, la società di gestione del locale è stata salvata, quindi con ulteriore rimescolamento di carte e di ruoli.

La situazione appare confusa: da un lato ci sono persone che desiderano un ritorno al G.F. per via dell’indipendenza che garantiva e dell’offerta (soprattutto riguardo la distribuzione dello spazio e alla varietà della cucina) che metteva a disposizione; dall’altro c’è il la nuova gestione che sta cercando di trovare una sua dimensione e un suo pubblico di riferimento.

Di sicuro chi ci ha rimesso in tutto questo spostamento di gente, di giri di interesse e di affari è stata la comunità stessa (che è qualcosa di ancora più ampio e di più basico delle associazioni).

I MIEI COMMENTI A QUESTI FATTI

Quando l’appuntamento del mercoledì è nato, nessuno di noi aveva interessi economici ad esso connessi (e no… non venitemi a dire che io sia andato in giro a fare promozione al negozio all’interno della serata, visto che sono molte le persone che, al contrario, sono venute al pub dopo essere passate dal negozio ed essere state invogliate a partecipare a queste serate. Questo non è sempre stato vero per altre realtà commerciali, serate o simili, dalla promozione dell’SM Club, alla vendita delle prevendite delle serate del Ritual).

Questo è anche il motivo per cui nessuno di quelli che si sono impegnati all’inizio a promuovere la serata era disposto a pubblicizzare apertamente il luogo in cui si svolgeva l’evento. Si puntava sulla qualità piuttosto che sul numero dei partecipanti. Ed infatti così è stato.

Nessuno, tranne MaestroBD, ha mai sentito il bisogno di parlare della serata come della “sua” serata. Sfido chiunque ad indicare una singola persona che ha avuto un ruolo determinante, maggiore di quello di tutti gli altri, nonché del sito Legami o del negozio Alcova nella promozione “silenziosa” di questa serata. Nessun altro si è mai permesso di prendersi qualche merito o di auto-proclamarsi organizzatore della serata perché tutti (per lo meno tutti gli altri) l’hanno sempre vista e vissuta come un evento della comunità (che esisteva già da molto prima della nascita delle associazioni), dove nessuno era superiore agli altri e tutti davano il loro contributo in base alle proprie capacità e possibilità. La dimostrazione di questa considerazione sta anche nel fatto che il numero di persone, dal momento in cui l’incontro del mercoledì è diventato “la serata al locale di MaestroBD”, il numero dei partecipanti è drasticamente calato, segno che una singola persona, o un limitato numero di persone, non può organizzare “dall’alto” un evento che, per sua natura, deve nascere dal basso.

Le menzogne raccontate per giustificare alle persone ignare il perché del cambio di location (le presunte lamentele per il nostro gruppo numeroso) o per giustificare il perché ora l’appuntamento venisse pubblicizzato a destra e a manca (il presunto fastidio dei gestori tale da non gradire che il nome del loro locale fosse associato in qualche modo alla nostra comunità), sono segni evidenti di una manipolazione della comunità fatta ad unicamente ad uso e consumo di interessi commerciali. Riflettete: ma se si fosse saputo che il pub a prati ci sopportava a sufficienza e ci considerava solo come “portatori sani di portafoglio” ma non voleva essere accomunato in alcun modo, vi pare che ci avrebbero accolti lì per tutto quel tempo? Vi pare che avrebbero dato i locali in affitto per organizzare corsi e incontri a più riprese anche al di là del mercoledì? E vi pare che la comunità non si sarebbe immediatamente ribellata e non avrebbe immediatamente preso le distanze da quel locale, decidendo immediatamente di trovare una nuova location? Guarda caso solo quando MaestroBD avuto un locale da gestire, ha sentito l’opportunità di pubblicizzare nome e indirizzo a destra e a manca. Mai nei tre anni precedenti questa cosa era stata fatta. MAI.

E ancora una volta, mai fino a quando non ha preso in gestione un locale, MaestroBD ha sentito la necessità, negli oltre 2 anni di serate, di parlare apertamente (ma, a quanto mi risulta, non ne ha mai parlato con nessuno) di questo astio latente da parte dei gestori del pub a prati e di suggerire per primo di spostarsi altrove. MAI.

Rimane quindi da valutare il comportamento di chi, pur non avendone alcun titolo e alcun diritto, ha trattato un evento spontaneo di una comunità, come una serata di cui è il solo ed unico PR, parlandone pubblicamente non più di qualche settimana fa ad un convegno nazionale come della “serata che lui organizza da 3 anni”. Nessun altra persona all’interno della comunità (che è altra cosa dall’associazione) ha mai mostrato tale arroganza in modo così sfacciato. MAI.