entropia2Negli ultimi tempi ho constatato su vari social network ed in particolare su diversi gruppi di Facebook, un aumento esponenziale di domande sul BDSM.

Ma a questo aumento della richiesta non sembra corrispondere un equivalente aumento dell’offerta di informazioni. Quello che succede è che le domande sono spesso simili e fatte “ciclicamente” qui o lì. Sono domande del tipo “che differenza c’è tra sottomessa e slave?” che denotano lacune (non c’è alcun intento denigratorio, si parla di cose che non si sono mai sapute). Un’altra caratteristica tipica di questo genere di domande è che non introducono mai un punto di vista personale (dimostrando per lo meno che si è provato a documentarsi e a sviluppare autonomamente un’idea), anche se poi chi ha iniziato partecipa alla discussione continuando ad offrire perle di saggezza a tutti. “Ma allora le cose le sai o non le sai?”, verrebbe da chiedere.

Questo fenomeno mi porta a fare una serie riflessioni:

  • c’è una sempre maggiore richiesta di informazioni in ambito BDSM a cui la gente non sa dare risposta
  • la gente che fa le domande è pigra e si aspetta costantemente che qualcuno “gli spieghi” le cose, anzichè andare ad informarsi, leggere e studiare in prima persona. E’ un po’ come quei bambini che chiedono continuamente “Perchè?” oppure “Che cos’è?”. Ma in quel caso almeno hanno la scusante di essere bambini…
  • chi magari ha qualcosa da condividere (magari perchè ha fatto delle sue ricerche personali sull’argomento) si trova a dover fronteggiare la schiera di persone che non capisce che ci possono essere più modi di fare le cose in modo corretto, purchè ognuna di esse non sia fatta “a casaccio”, ma segua una serie di regole che possono essere spiegate, condivise e valutate. Un po’ come esistono tante ricette per il tiramisù, ognuna con qualche piccola o grande caratteristica peculiare: c’è chi ci vuole la panna, chi non ci vuole il mascarpone, chi usa i savoiardi e chi il pan di spagna, etc. Ognuna ha però una sua “ricetta” e si può parlare di ingredienti, quantità, lavorazioni, tempi di cottura e così via, senza che vi sia IL modo di fare il tiramisù.
  • le risposte a queste discussioni si “perdono nel vento” visto che domande molto simili vengono riproposte periodicamente e quindi esiste una vera e propria entropia della conoscenza.

Questa combinazione di cose la trovo potenzialmente pericolosa, perchè chi è pigro tende a fidarsi (verificare quello che qualcuno afferma, richiede uno sforzo… ma se ho fatto una domanda perchè sono pigro, perchè mai dovrei prendermi la briga di andare a verificare se quello che mi viene detto è vero/corretto?) e visto che il fatto che chieda informazioni lo rende una persona vulnerabile (l’ignoranza può essere sempre fonte di manipolazioni da parte di altri), è esattamente la situazione più sfavorevole.

Sono proprio le persone che meno sanno, quelle che dovrebbero investire di più nella conoscenza: leggere libri (e magari più di uno sullo stesso argomento per valutarne le posizioni dei vari autori) è sicuramente il primo passo. Vi sembra una cosa semplice? Lo è meno di quanto pensiate, perchè le pubblicazioni in Italia che parlano di argomenti a tema BDSM si contano sulla punta delle dita di una mano.

Qualcuno potrebbe obiettare che l’editoria così come la conosciamo si sta avviando ad un lento (ma mica poi tanto) ed inesorabile destino e che la nuova frontiera dell’informazione è internet.
Vero, ma così come su internet è relativamente più facile trovare informazioni (seppure anche qui, i siti italiani che parlano di BDSM sono pochi), c’è il problema successivo del validare gli autori. Chi sono? Che preparazione ed esperienza hanno in realtà? Come poter valutare se quello che scrivono è corretto? Ci sono altre scuole di pensiero sullo stesso argomento?
Anche qui, lo stesso qualcuno, potrebbe dirmi che non servono centinaia di siti, perchè ci sono comunque centinaia di discussioni nei vari gruppi di Facebook in cui si parla di questo o di quell’argomento ed in cui partecipano anche persone note e stimate. Vero anche questo, ma c’è una sostanziale differenza: una cosa è scrivere un articolo (con tutto quello che comporta dal punto di vista dell’organizzare i pensieri e del verificare le proprie fonti) e pubblicarlo da qualche parte, altra cosa è parlare, discutere e, spesso, litigare all’interno di un gruppo chiuso o segreto.

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Quale delle due opzioni pensate sia in grado di trasferire meglio un concetto? Ovviamente io propendo per il primo dei due scenari e mi auguro che, nel caso qualcuno abbia una visione alternativa a quella di cui parlo in questo o quell’articolo di questo blog, scriva a sua volta un suo articolo e argomenti il suo punto di vista. Se poi qualcuno trova errori o sviste, sappia che mi fa sempre piacere ricevere un messaggio privato e confrontarmi su questo o quell’argomento, perchè per me è sempre fonte di accrescimento.
Solo questa è la pluralità di informazione che può tirarci fuori dall’entropia della comunicazione.

AKA Alcova Kink Academy è un progetto culturale che sto portando avanti da qualche tempo e che ha la pretesa di creare finalmente un corpus di articoli, workshop, tutorial, video a cui chiunque può attingere. Non è un progetto facile proprio perchè, come ho detto in precedenza, chi sa qualcosa non è particolarmente motivato a condividerla, visto il numero di tuttologi e di persone che sono convinte di essere gli unici detentori della verità. AKA non è e non vuole avere un unico punto di vista. Gli argomenti vengono trattati (e continueranno ad esserlo) da più punti di vista.