I 9 livelli della sottomissione

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0410_6efbUno dei motivi più frequenti di discussione nei forum online a tema BDSM è riuscire a stabilire un significato condiviso per alcuni termini di uso comune. Che cos’è una schiava (o una sottomessa) esattamente? Solo un’etichetta che può essere assegnata a chiunque si proclami tale? O deve essere utilizzata solo ed unicamente quando si verificano dei requisiti ben specifici?
Personalmente (sarà il passare degli anni) credo che la risposta stia nel mezzo, ovvero: esistono più sfumature a cui non corrisponde un nome specifico e che però possono a loro volta essere definite da una serie di elementi caratteristici. In parte ne avevo parlato molto tempo fa in questo altro articolo del blog.

Quello che è davvero importante, quindi è semplicemente fare in modo che si renda palese, quando si discute con altre persone, qual è il significato che noi diamo alla parola schiav/sottomessa (o, parimenti, ad altri termini oggetto della discussione), piuttosto che cercare di “imporre” a tutti gli altri la nostra visione, perchè, così facendo, si finisce inevitabilmente nel creare un muro contro muro in cui nessuno cede di un millimetro. Bisogna, più semplicemente imparare ad applicare una serie di quelli che io chiamo “filtri culturali” quando interagiamo con persone che hanno un background diverso dal nostro. E’ una cosa che ho imparato negli anni, avendo avuto molte relazioni più o meno di lungo termine con compagne di origine straniera (dalla Svezia ad Israele, dagli Stati Uniti al Giappone) e quindi ho sviluppato una sensibilità (non senza commettere a volte macroscopici quanto imbarazzanti errori… ma questa è un’altra storia) nel cercare di decodificare segnali, atteggiamenti, comportamenti o frasi. Il corrugare la fronte di una ragazza giapponese può essere un segnale di stress o disagio molto più preoccupante dell’esplosione verbale di una ragazza napoletana, tanto per dire.

Ecco quindi che ho rispolverato un vecchio testo che mi era capitato sotto gli occhi gironzolando sul web alcuni anni fa e che è una nomenclatura tassonomica più articolata di quella bottom-sottomessa-schiava di cui avevo parlato nel blog in passato. Spero possa essere utile, se non altro come supporto per una migliore comprensione delle possibili variabili in gioco.

Il seguente scritto è da intendersi come una classificazione non rigorosa. Fu scritta da Diane Vera e pubblicata in “Lesbian S/M Safety Manual” edito da Alyson Press, Copyright 1984 and 1988

[Nota personale: il testo originale, quando parla di “schiavo/a” non ha molte indicazioni esplicite sul genere, ma traducendo in italiano ciò si è reso necessario: ho scelto arbitrariamente il termine femminile perché questo elenco era originariamente parte di un testo dedicato al mondo lesbico, ma ovviamente è una classificazione valida per qualunque genere]

1) MASOCHISTA COMPLETAMENTE NON SOTTOMESSA, OVVERO l’EDONISTA KINKY

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Non le piace il servizio, l’umiliazione o il cedere il controllo. Solo il dolore e/o la sensualità un po’ più piccante, secondo i termini della masochista stessa e per il suo piacere diretto (es, è eccitata unicamente/prevalentemente da un determinato tipo di sensazione fisica piuttosto che dall’essere “usata” per gratificare il sadismo del partner).

2) PSEUDO-SOTTOMESSA NON SCHIAVA

Non è affatto per il fare da “schiava”, quanto per i giochi di ruolo da “sottomessa”, es. scene scolaretta/insegnante, infantilismo, travestitismo “forzato”. Di solito le piace l’umiliazione, ma NON è per la servitù, nemmeno durante il gioco. Detta i termini della scena in modo abbastanza ampio.

3) PSEUDO-SOTTOMESSA SCHIAVA NEL GIOCO

Le piace giocare a fare la schiava; le piace sentirsi  subordinata; in alcuni casi le può piacere sentire che viene “usata” per gratificare il sadismo del partner; può anche servire in qualche modo il Dominante, ma solo secondo le regole della “schiava” stessa. Detta i termini della scena in modo abbastanza ampio. Spesso è un feticista (es. adoratrici dei piedi)

4) SOTTOMESSA REALE NON-SCHIAVA

Cede realmente il controllo (solo temporaneamente e all’interno di limiti concordati), ma riceve la sua soddisfazione da aspetti della sottomissione diversi dal servire o dall’essere usata dal Dominante. Di solito è eccitata dalla incertezza, vulnerabilità e/o dal rinunciare alla razionalità. Non detta i termini della scena se non quelli molto generici, ma ciò nonostante ricerca prevalentemente il suo piacere diretto (anziché trovare il suo piacere nel soddisfare il dominante).

5) VERA SOTTOMESSA SCHIAVA NEL GIOCO

Cede realmente il controllo (sebbene solo temporaneamente, solo durante brevi “scene” e all’interno di limiti) e ottiene la sua soddisfazione prevalentemente dal servire/essere usata dal suo Dominante, ma solo per scopi ludici, solitamente erotici. Può o può non essere interessata al dolore. Se lo è, è eccitata dal dolore in modo indiretto, es. ama essere l’oggetto del sadismo del proprio partner, riguardo al quale la sottomessa pone pochi requisiti o limitazioni.

6) SEMI-SCHIAVA PER BREVI-PERIODI SENZA LEGAMI, MA PIU’ CHE SEMPLICE GIOCO

Cede realmente il controllo (di solito all’interno di limiti concordati); vuole servire ed essere usata dal Dominante; vuole fornire servizi di tipo pratico/non erotico così come quelli piacevoli/erotici, ma solo quanto la “schiava” è dell’umore giusto. Può anche comportarsi come una schiava a tempo pieno per, diciamo, alcuni giorni di fila, ma è libera di interrompere la cosa in qualunque momento (o alla fine dei giorni concordati in precedenza). Può o può non avere una relazione con la sua Mistress/Master, ma in ogni caso, la “schiava” ha l’ultima parola su quando servire.

7) SCHIAVA PART TIME DI TIPO CONSENSUALE-MA-REALE

Ha un impegno in essere all’interno di una relazione Padrone/schiava e si ritiene una proprietà del Dominante in qualunque momento. Vuole obbedire e accontentare il suo Dominante in tutti gli aspetti della vita, pratici/non erotici e piacevoli/erotici. Dedica la maggior parte del tempo ad altri impegni “es. il lavoro) ma il Dominante ha la precedenza nel tempo libero della schiava.

8) SCHIAVA CONSENSUALE A TEMPO PIENO E CONVIVENTE

Con non più di alcuni limiti/richieste ampie, la schiava considera sé stessa come esistente unicamente per il piacere/stare bene del Dominante. La schiava in cambio si aspetta di essere considerata una proprietà preziosa. Non molto diversa dalla situazione della casalinga di una volta, fatto salvo che all’interno del mondo S/M la posizione della schiava è totalmente consensuale, specialmente se si tratta di uno schiavo maschio. All’interno del mondo S/M, una situazione di schiava full-time viene iniziata con una esplicita consapevolezza della sua rilevanza, con maggiore consapevolezza della rilevanza del potere che viene ceduto e perciò viene intrapresa con molta più cautela, ma anche con maggiore consapevolezza dei possibili pericoli e con più chiari e più specifici accordi di quelli che di solito precedono il matrimonio tradizionale.

9) SCHIAVA CONSENSUALE TOTALE SENZA LIMITI

Una comune fantasia ideal che probabilmente non esiste nella vita reale (eccezion fatta in alcuni culti religiosi autoritari e in altre situazioni in cui il “consenso” è indotto dal lavaggio del cervello e/o pressioni sociali od economiche e quindi non è del tutto consensuale). Alcuni puritsti dell’S/M insistono sul fatto che una persona non è davvero una schiava se non è disposta a fare assolutamente qualunque cosa per il suo Dominante, senza alcun qualsivoglia limite. Ho incontrato alcune persone che dichiaravano di essere delle schave senza limiti, ma in tutti quei casi ho ragione di dubitare di tale affermazione.